Roma 15/10/2011, gli indignati e il qui pro quo

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Della manifestazione di sabato 15 ottobre a Roma si legge di tutto e di più, molte banalità, alcune delle quali inevitabili. Come quella per cui la violenza di pochi impedisce ai molti di comunicare, impedisce ai messaggi più importanti di arrivare alla gente: è banale, ma è vero.

Allora, andiamolo a cercare: qual era il messaggio dei molti, dei buoni?

Ecco una libera interpretazione in quattro punti di quanto è riuscito a filtrare su internet, tv e carta stampata.

 

- Stanchezza. La precarietà, la povertà, l'impossibilità di determinare il proprio futuro, alla lunga stancano. Non si può pensare di far vivere così un'intera generazione, e non sentire neppure un lamento.

 

- Urgenza. È possibile collegare Roma 2011 e Genova 2001? Forse sì. Stessa volontà di cambiamento, stesso formicolìo di proposte creative, innovative, scomode, stessa violenza a soffocare tutto. Il movimento non è neonato. Sono passati 10 anni, si è aggiunta la crisi economica. Siamo vicini alla famosa goccia, al momento in cui vaso trabocca.

 

- Indignazione. Soprattutto indignazione per un imbarazzante qui pro quo: per chi ci avete scambiati? Lo sappiamo che la crisi non è una disgrazia, ma è stata provocata (per errore? per cinismo?) dal mondo della finanza. Che le privatizzazioni invocate dall'Europa non salvano la gente, semmai salvano il Pil. Che il precariato, il lavoro "flessibile" (fino all'evanescenza) nasce quando la politica strizza l'occhio ai poteri economici, non spunta dal nulla come un fungo. Che ci state facendo pagare le evoluzioni acrobatiche del capitalismo avanzato, cioè del libero mercato che più libero non si può. Lo sappiamo. Abbiamo studiato. Riusciamo a capire almeno un po' come gira il mondo, anche se ce la cantate alla rovescia. Con chi siete convinti di parlare?

 

- Pacifismo. I pacifici erano tanti, erano i più. Gli indignati vorrebbere parlare, più che spaccare e bruciare. E infatti parlano con i celerini, quando possono, come nella foto della ragazza e il celerino che sta facendo il giro del web.

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