Pensare positivo con la "Pronoia"

Pubblicato il da tup

Che cos’è la Pronoia? È l’ultima versione del “penso positivo”. Per la precisione, è un antidoto alla paranoia elaborato dallo scrittore e astrologo americano Rob Brezsny (avete presente l’oroscopo di Internazionale?). Ma la cosa più affascinante è che non si tratta solo di una teoria o di una visione del mondo: la pronoia è anche un insieme di tecniche, stratagemmi, incoraggiamenti e segreti per coltivare tenacemente la convinzione che l’universo stia cospirando per la nostra felicità – e non per la nostra rovina, come forse ci è più facile credere.

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Se è vero che l’ottimismo e la speranza incondizionati sono propri dei folli e degli ingenui, quando si accompagnano all’incapacità di interpretare il reale, è altrettanto vero che cedere al pessimismo – alla paranoia – rischia di renderci persone peggiori, nocive a noi stessi e agli altri, se annulla il senso delle nostre azioni. La migliore sintesi di questo concetto l’ho trovata nell’incipit dell’ultimo saggio di Serge Latouche (che sarà presto recensito su questo blog):

 

“La saggezza suprema del nostro tempo consiste forse nel pensare da pessimisti, in quanto la natura delle cose è crudele e triste, e nell’agire da ottimisti, in quanto l’intervento umano è efficace per il miglioramento morale e sociale e nessuno sforzo di giustizia e di bontà è mai vano.” (Benoît Malon)

 

Non che questa sia la visione di Brezsny: per lui è proprio il pensare da pessimisti che sgretola la qualità della nostra relazione con il mondo e delle nostre esistenze.

 

Secondo alcune suggestive interpretazioni, l’universo sarebbe fatto non di atomi o di materia, ma di musica e di storie. Perciò, conclude l’astrologo, “se ti esponi abitualmente a musica e storie tossiche, puoi finire per vivere nell’universo sbagliato, dove è impossibile che tu diventi il magnifico genio che avresti dovuto essere.” È proprio per questo che nel suo libro “Pronoia” Brezsny si prodiga a regalare consigli teorico-pratici per cambiare la nostra visione e soprattutto la nostra percezione del mondo. Ci invita ad esempio a mettere per scritto la nostra propria definizione di felicità, o a ripensare a tutte le cose positive che abbiamo vissuto nella nostra infanzia, sospendendo per un attimo la tendenza a sottolineare le esperienze negative del passato, o ancora ad abbellire il luogo più brutto che conosciamo con un amuleto dedicato alla verità e alla bellezza, o a organizzare una festa in cui gli invitati sono tenuti a vestirsi come i protagonisti dei loro sogni più gloriosi... eccetera eccetera.

 

Per avere un assaggio, vari estratti del libro si possono leggere sul sito dell’autore, ed è nato un sito-blog curato dai suoi lettori e sostenitori, che raccoglie pressoché quotidianamente spunti di pronoia e pillole di ottimismo.  

 

 

 

 

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