"Delfini" di Banana Yoshimoto: vita e mistero

Pubblicato il da tup

Ritorno dopo una parentesi pensosa, a parlarvi di una lettura pre-pasquale: il romanzo Delfini di Banana Yoshimoto. L’ho comprato e letto per puro svago, ma ne voglio scrivere qui perché contiene qualcosa che vale la pena di diffondere, credo. Qualcosa di più della piana narrazione a tratti autobiografica in cui si esaurisce, forse, il senso di molti romanzi dell’autrice giapponese (fatta eccezione per quello di esordio, “Kitchen”, e pochi altri).

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Procedo anch’io a tentoni nel definire quel qualcosa in più. Vediamo. Anche qui il personaggio principale echeggia una proiezione autobiografica – una giovane donna giapponese che di mestiere fa la scrittrice. Anche in questo romanzo la narrazione è piana, pacatamente descrittiva, semplice, con regolari incursioni nel territorio interiore dei personaggi, incursioni eseguite e rese con lo stesso tono ragionevole e preciso delle descrizioni esteriori. Ma nella storia compare un “personaggio” nuovo: la vita – una vita che nasce, una gravidanza – accanto alla morte e al lutto, presenze ricorrenti se non addirittura costanti nei romanzi della Yoshimoto. Vita che si affaccia accompagnata da emozioni indefinibili, presagi, sogni e bizzarre casualità. Il mistero e la complicata irrazionalità dell’universo, racchiusi dentro il contenitore ordinato di una scrittura semplice e razionale. Questa è senz’altro una parte del “qualcosa in più”.

Il resto è il messaggio sociale e culturale, che si esprime soprattutto nelle ultime pagine del libro: la disinvolta scomposizione delle istituzioni sociali tradizionali – la famiglia, ma anche la coppia monogamica stabile – e il loro riassemblaggio in configurazioni nuove, contingenti, insolite, eppure perfettamente funzionali. Un trampolino per immaginare possibilità diverse, o per accettare e comprendere le situazioni e relazioni complicate e non convenzionali in cui possiamo trovarci direttamente o indirettamente coinvolti nelle nostre esistenze reali. Una boccata d’aria salvifica, mi pare, specialmente per il lettore italiano, cittadino di un paese ultracattolico sempre più conservatore in fatto di famiglie e relazioni sentimentali.

 

Banana Yoshimoto, "Delfini", Feltrinelli Editore 2011, pagine 176, prezzo € 7,00.

 

I fan della Yoshimoto possono dare un'occhiata (sempre che leggano l'inglese, o il giapponese) al suo sito ufficiale: frammenti di interviste, diari di viaggio, biografia e persino una galleria fotografica. Attenzione: il sito è in giapponese, per leggere i contenuti in inglese occorre cliccare in alto nella finestrella "top"!

 

   

 

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