Vi auguro – Jacques Brel

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Questo pensiero-poesia del cantautore belga, parigino di adozione, conserva il suo profumo nonostante l'abitudine un po' inflazionata di citarlo insieme a una varietà di aforismi sdolcinati e di origini dubbie. Un'altra abitudine inflazionata è quella di citare questo testo proprio nel periodo natalizio, e in questa cado anch'io... Ma non è una boccata di ossigeno nell'alluvione di banalità – pace amore bontà – che ci travolge in questo periodo?

 

Vi auguro sogni a non finire

e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.

 

Vi auguro di amare quel che va amato

e dimenticare quel che va dimenticato.

 

Vi auguro passioni.

 

Vi auguro silenzi.

 

Vi auguro canti di uccelli al risveglio

e risate di bambini.

 

Vi auguro di resistere all'arenamento,

all'indifferenza,

alle virtù negative della nostra epoca.

 

Soprattutto, vi auguro di essere voi stessi.

 

 

Ecco il testo originale francese:

 

Je vous souhaite des rêves à n'en plus finir

et l'envie furieuse d'en réaliser quelques-uns.

 

Je vous souhaite d'aimer ce qu'il faut aimer

et d'oublier ce qu'il faut oublier.

 

Je vous souhaite des passions.

 

Je vous souhaite des silences.

 

Je vous souhaite des chants d'oiseaux au réveil

et des rires d'enfants.

 

Je vous souhaite de résister à l'enlisement,

à l'indifférence,

aux vertus négatives de notre époque.

 

Je vous souhaite surtout d'être vous.

 

 

Nota: "enlisement" si trova generalmente tradotto con "affondamento", ma il termine francese "enliser" significa piuttosto "arenarsi", "spiaggiarsi". "Affondare" sarebbe "couler" o "enfoncer". Ho preferito perciò tradurre "enlisement" con "arenamento", in italiano non suona benissimo, ma è più preciso e corrisponde meglio all'idea di una virtù negativa della nostra epoca: il rischio di arenarsi lungo il cammino...


 

 

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