Per capire un libro, vai a pagina 69...

Pubblicato il da tup

Dedico questo post a un blog, scoperto per caso, e a un’idea: quella della pagina 69. Il blog si chiama appunto pagina69.it, e l’idea è che la pagina 69 di un libro sia in qualche modo la sua cartina di tornasole, un punto indicativo per afferrarne lo spirito, e soprattutto per decidere se leggerlo o no. Questo perché le pagine iniziali e quelle finali sarebbero piene di artifici volti a catturare l’attenzione dei lettori, mentre le pagine 69 rappresentano un punto medio, tendenzialmente più neutro.

 

“Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69.”

 

Artefice di questa intrigante teoria è stato lo scrittore e sociologo Marshall McLuhan, e ispirandosi a lui gli autori del blog ripropongono le pagine 69 dei loro libri preferiti, accompagnate da una breve nota informativa per ogni testo.

Certo questa teoria non ha l’ambizione di offrire un metodo universalmente valido: “la pagina 69 di un libro potrebbe essere il punto eccelso di un libro mediocre o viceversa” (cito dal blog). Ho fatto la prova e, aprendo a pagina 69 una serie di libri che ho letto con gusto, non sempre il risultato è stato illuminante. Non so se leggendo solo quella pagina li avrei comprati. Ma che importa? L’idea è affascinante e il blog ben fatto. In omaggio all’una e all’altro propongo qui la pagina 69 di un romanzo profondo e terribile che ho letto ormai diversi anni fa: “La campana di vetro” di Sylvia Plath.

 

http://www.librimondadori.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/5f037e6c-9f40-11dc-b4d3-5f6ad20b0ff7/Cover_GRA.jpgNaturalmente Constantin era veramente troppo basso, ma a modo suo era bello con quei capelli castani e lucidi, gli occhi blu scuro e una espressione vivace come di sfida.

Sembrava un americano tanto era abbronzato e tanto belli erano i suoi denti, ma capii subito che non lo era: aveva quello che nessun uomo americano possiede: intuizione.

Fin dall’inizio Constantin capì che non ero affatto una protetta della Willard. Sollevai un sopracciglio qua e lasciai sfuggire una risatina là e quanto prima stavamo già rosolando la signora Willard sui carboni... Pensavo: a questo Constantin non importerà che sia troppo alta e non conosca un numero sufficiente di lingue né sia mai stata in Europa; gli riuscirà lo stesso di capire chi io sia veramente.

Egli mi portò alle Nazioni Unite sulla vecchia macchina verde convertibile, con i sedili di pelle marrone, comodi e cigolanti, e la capote abbassata. Mi raccontò che era così abbronzato perché giocava a tennis e mentre stavamo seduti fianco a fianco e volavamo lungo le strade sotto il libero sole, egli mi prese una mano e me la strinse e allora mi sentii ancora più felice di quanto non lo fossi mai stata a nove anni quando scorrazzavo sulla sabbia bianca e ardente assieme a mio padre l’estate che precedette la sua morte.

E mentre Constantin e io sedevamo in uno di quegli auditori eleganti e silenziosi delle Nazioni Unite, vicino a una ragazza russa muscolosa, austera e senza trucco, un’interprete simultanea come Constantin, pensai quanto fosse strano che mai mi fosse venuto in mente prima che ero vissuta pienamente felice solo fino all’età di nove anni. 

 

Tra l’altro, che esercizio vivificante battere sulla tastiera le parole di un grande romanzo, anche se lo si sta semplicemente copiando! Un piacere insospettato, che scopro giusto adesso...

 

 

 

Con tag narrativa

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

La pagina 69 dei libri 04/05/2012 19:11

Ciao! Grazie della citazione :)

tup 04/12/2012 09:15



Di niente, grazie a te/voi dell'idea e del commento!



Voce Libera 03/05/2012 20:02

La sto scegliendo. :) Nel frattempo ti ho linkato sul mio blog per questa curiosità della p. 69.

tup 03/06/2012 08:48



Ho visto... grazie del passaparola!



Voce Libera 03/02/2012 06:12

Devo provare! :)

tup 03/05/2012 15:10



Prova, e se ti va mandami una bella pag. 69 da pubblicare tra i commenti!