Parola d'ordine: decrescita

Pubblicato il da tup

La teoria della "decrescita" si propone di mettere in discussione le idee di progresso e di sviluppo illimitato, che costituiscono la base del nostro sistema economico. Secondo gli esponenti del Movimento per la decrescita felice, per uscire dalla crisi economica globale è necessario e urgente porre dei limiti alla crescita.

Chi ha detto che per rendere felice un popolo è necessario che l'economia cresca costantemente? L'attuale crisi economica ed ecologica sembra dimostrare esattamente il contrario. Negli ultimi decenni il prodotto interno lordo di quasi tutti i paesi del mondo si è moltiplicato, eppure nella maggior parte dei casi la percentuale dei poveri e dei disoccupati sul totale della popolazione non è diminuita, è aumentata. Per non parlare degli effetti che la crescita economica ha avuto in termini di inquinamento, produzione di rifiuti e degrado ambientale.

Ecco allora che alcuni studiosi, esperti di economia, ecologia e scienze sociali, hanno iniziato a proporre un drastico ribaltamento di prospettiva. Non basta fare la raccolta differenziata, acquistare prodotti "ecologici" e utilizzare energie "pulite": occorre ridurre il nostro consumo di merci. Il prodotto interno lordo del nostro paese si ridurrà, ma la nostra vita non ne sarà dannegiata, almeno non più di quanto è danneggiata dalla crescita dei consumi e degli sprechi.

I teorici della decrescita criticano il concetto stesso di prodotto interno lordo come indice del benessere della popolazione. Il valore del Pil, infatti, viene incrementato non solo quando si producono più merci o servizi, ma anche quando si consumano e si sprecano materie prime. Restare incolonnati per ore nel traffico stradale, facendoci consumare carburante, fa aumentare il Pil. Si può forse sostenere che questo incremento corrisponde a un benessere e una felicità maggiori?

Tra gli aspetti più divertenti e concreti del Movimento per la decrescita, c'è l'invito a riscoprire l'autoproduzione: imparare a fare il pane, lo yogurt, le marmellate e le passate di pomodoro, coltivare gli ortaggi in giardino o sul proprio terrazzo, fabbricare o riciclare oggetti e utensili, svolgere da sé le manutenzioni ordinarie. Altri passi da compiere sono la riscoperta della dimensione locale, attraverso la partecipazione alla vita municipale o comunitaria, e la valorizzazione delle relazioni sociali.

Per maggiori informazioni consultare il sito Decrescitafelice.it, oppure i volumi:

  • Maurizio Pallante, La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil, Editori Riuniti 2005, € 12,00.

  • Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri 2008, € 9,00.

Farfalla cavolaia maggiore con ali aperte su fiore profilo

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