Paddy Clarke ah ah ah! – L'Irlanda degli anni sessanta dagli occhi di un bambino

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Sosteneva Milan Kundera (ne "L’arte del romanzo") che il romanzo è per sua natura pervaso dalla passione del conoscere e che "il romanzo che non scopre una porzione di esistenza fino ad allora ignota è immorale". È un po’, per inciso, la stessa ragione per cui l’antropologo Claude Lévi-Strauss dichiarava di odiare i viaggi e gli esploratori: perché l’avventura esotica per il puro gusto di raccontare in futuro le proprie gesta non ha senso, a meno che non si sia scoperto qualcosa di rilevante e di nuovo sulla natura umana.

 

Il romanzo di Roddy Doyle che ho appena finito di leggere, Paddy Clarke ah ah ah!, va alla ricerca della sua propria, ignota porzione di esistenza da offrire al lettore. Del tutto ignota non è, perché tutti i lettori sono stati bambini. Ma è nuovo il modo di raccontare una storia, la crisi di una coppia sposata sullo sfondo della trasformazione sociale e urbanistica di una cittadina irlandese nel 1968, con la voce di un bambino di dieci anni.

 

http://www.longanesi.it/AreaGestione/catalogo/copertine/Paddy_Clarke_g.jpegIl testo non riporta semplicemente i pensieri e le avventure del bambino, ma ha il ritmo stesso dell’infanzia, procede per aneddoti, riflessioni e frammenti spesso brevi, che si susseguono senza un apparente filo logico, velocemente come veloce è la vita prima di diventare adulti, come veloce è il battito del cuore dei bambini. Non vi è alcuna divisione in capitoli ad eccezione di uno spazio di tregua tra un paragrafo e il successivo. Pezzo dopo pezzo si assiste all’erosione degli spazi verdi nel tessuto urbano e alla parallela erosione dell’armonia tra i genitori del protagonista, insieme all’evoluzione delle relazioni tra compagni di gioco.

 

Patrick Clarke è un bambino che ha molto da dire sul suo piccolo mondo, ne conosce ogni dettaglio perché è un attento osservatore, e si ostina ad indagare tutto ciò che non capisce:

 

"Certe volte, mentre riflettevi su qualcosa, cercando di capirla, quando meno te l’aspettavi la cosa ti si rivelava, era come una luce che si schiudeva, morbida e spugnosa, e tu capivi, ed era per sempre".

 

Al tempo stesso, Patrick non è un bambino schivo e meditativo. Ama il football e il pasticcio di carne che cucina sua madre, è un lettore vorace ma odia i giornali, passa i pomeriggi ad accendere fuochi e sgattaiolare nei giardini dei vicini di casa insieme alla sua cricca di amici, in un giostra di vittorie e sconfitte, di gioie improvvise, piccoli piaceri e profonde delusioni. È un personaggio a tutto tondo, intriso di realtà.

 

Come lo sono i personaggi del primo romanzo di Roddy Doyle, The Commitments, ricordate questo titolo? È anche quello dell’omonimo film, tratto dal romanzo, che ha reso l’autore famoso sia in Irlanda, suo paese d’origine, sia all'estero. Chi ha visto il film conosce la stoffa di Paddy Clarke!

 

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